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Mauro Forghieri



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Dici Mauro Forghieri e si apre un mondo straordinario. Una storia meravigliosa all’interno di una vita da corsa unica e impareggiabile, premiata da 4 titoli mondiali Piloti, 7 titoli Costruttori, 9 campionati del mondo per vetture Sport e GT e oltre 70 prototipi e monoposto che portano la sua inequivocabile firma. Nella sua rubrica il Tunnel su Autosprint quasi venti anni fa Franco Gozzi, per oltre 40 anni uomo di fiducia del Commendatore, scriveva: «Ferrari poteva discutere in modo molto, ma molto animato, con tutti i suoi collaboratori, ingegneri o tecnici che fossero. Mai con Mauro del quale accettava la superiorità. Solo se si spingeva troppo in alto lo bloccava; era già accaduto anche con l’ingegner Chiti: “Piano col definirla la mia macchina, è una Ferrari e porta il mio nome”.

Era nato il 13 gennaio del 1935 a Modena, figlio di un meccanico specializzato, Reclus, che lavorò con Ferrari fin da prima della guerra quando realizzarono la mitica Alfetta 158. Varcò per la prima volta i cancelli della Ferrari nel ‘57 quando era ancora studente di ingegneria, per uno stage di un mese e mezzo. Passarono due anni, arrivò la laurea e pure l’assunzione. Inizialmente Forghieri lavorava allo sviluppo dei propulsori sotto la direzione di Carlo Chiti, il blasonato ingegnere pistoiese famoso per i suoi trascorsi in Alfa Romeo, ma alquanto accentratore, il che tarpava un po’ le ali al giovane tecnico. Con lui entrò in Ferrari anche il coetaneo Gianpaolo Dallara che venne ad occuparsi del telaio.
Sul finire del 1961, con il licenziamento di Chiti e il passaggio di Dallara alla Maserati, Forghieri fu chiamato da Enzo Ferrari nel ruolo di Responsabile del Reparto Tecnico per le vetture da corsa, dedicandosi principalmente alla Formula 1 e alle vetture della categoria Sport Prototipo.
In Formula 1 la prima vittoria arrivò al Gran Premio di Germania del 1963, con la Ferrari 156 F1-63 di John Surtees. Al termine della stagione 1964 John Surtees, su Ferrari 158, ottenne il titolo di campione del mondo, mentre la scuderia vinse il titolo costruttori. Nel 1968, durante il Gran Premio del Belgio, l'ingegner Forghieri introdusse i primi alettoni in una monoposto di Formula 1, destinati in un breve arco di tempo a rivoluzionare radicalmente la fisionomia di tutte le vetture da corsa. Negli anni settanta progettò le fortunate vetture della serie 312 (in particolare le iridate 312 T, T2 e T4) con cambio trasversale, azionate da un propulsore a 12 cilindri "piatto" cioè due bancate di 6+6 cilindri a 180°, che tra il 1975 e il 1979 portarono alla vittoria di 4 campionati del mondo costruttori di Formula 1 e 3 titoli piloti (con Niki Lauda e Jody Scheckter). Agli inizi degli anni 1980 Forghieri introdusse in Ferrari i motori turbocompressi, progettando la serie 126 (126 CK, 126 C2, 126 C3 e 126 C4), con la quale la scuderia si aggiudicò il mondiale costruttori nelle stagioni 1982 e 1983. Sotto la sua guida, la Ferrari ha vinto complessivamente 54 Gran Premi iridati, 4 titoli mondiali piloti e 7 titoli mondiali costruttori. Nel 1984, a causa di alcuni contrasti sorti a seguito della ristrutturazione della squadra corse promossa dalla FIAT, rassegnò le dimissioni, dedicandosi così alla progettazione di alcuni prototipi (come la Ferrari 408 4RM) in seno all'ufficio Ricerche e studi avanzati della Ferrari.
Conclusa la sua esperienza in Ferrari nel 1987, Forghieri si unì, come membro del consiglio di amministrazione e responsabile tecnico, al team di Lamborghini Engineering, un'organizzazione voluta da Lee Iacocca a quel tempo CEO di Chrysler e artefice dell'acquisizione, da parte di quest'ultima, di Lamborghini, storica costruttrice emiliana di "Supercar". In questa organizzazione — che aveva come direttore sportivo l'ex ferrarista Daniele Audetto — Forghieri progettò un motore aspirato V12 che partecipò al mondiale del 1989 con i colori della scuderia Larrousse (con Philippe Alliot alla guida). A seguito delle performance positive del propulsore (che nel 1993 era stato provato dalla McLaren, con Ayrton Senna, che però fu poi allettata dalle offerte economiche della Peugeot), nacque il progetto di costruire un'intera vettura, finanziata dall'uomo d'affari messicano Fernando Gonzalez Luna. La vettura, la cui carrozzeria fu disegnata da Mario Tolentino, avrebbe dovuto debuttare nel 1991, ma, alla vigilia dell'inaugurazione ufficiale, Luna scomparve, assieme ad una cospicua somma di denaro di sponsorizzazione. La vettura debuttò ugualmente sotto gli auspici finanziari dell'italiano Carlo Patrucco e sotto i colori del neonato Modena Team.
Conclusa l'esperienza — non fortunatissima — del Modena Team, Forghieri lasciò poco dopo anche la Lamborghini, per divenire, nel 1992, direttore tecnico della rinascente Bugatti. Forghieri lascia la Bugatti nel 1994 — anno in cui viene anche convocato come esperto a testimoniare al processo per la morte, sulla pista di Imola, del pilota Ayrton Senna — per cofondare, assieme a Franco Antoniazzi e a Sergio Lugli, la Oral Engineering Group, una società di progettazione meccanica di cui segue le attività, si ricorda ad esempio la commessa per la realizzazione del motore aspirato di Formula 1 della BMW.

Mauro Forghieri, un’autentica leggenda del motorsport e basta! Un tecnico unico capace di creare vetture divenute pietre miliari non solo nella storia della Ferrari. Un uomo vulcanico, pragmatico e poliedrico la cui cultura spaziava a 360° non confinata solo all’universo di cilindri e pistoni. Nell’ambiente era noto col curioso soprannome di "Furia", per via di quel carattere passionale che l’ha visto protagonista in accese discussioni ai box. Un personaggio che riusciva a fare gruppo tra piloti, tecnici e meccanici, cosa non certo facile. Tre componenti basilari per dare corpo ad una squadra granitica sia nei trionfi che nelle difficoltà, con lui che rappresentava sempre il punto di riferimento ed il filo diretto con Enzo Ferrari e solo lui poteva permettersi di contraddire e discutere con il grande capo. Sono riportate dalla storica segretaria e da Gozzi epiche discussioni in dialetto modenese provenienti dall'ufficio di Ferrari che però terminavano sempre con un punto di incontro e la volontà di continuare insieme

È morto a Modena il 2 novembre 2022 all'età di 87 anni e, per quegli strani giochi del destino, la scomparsa di Forghieri è giunta a pochi giorni dalla presentazione della Ferrari 499P, la hypercarLa parata a Daytona 1967 del ritorno ufficiale del Cavallino nell’Endurance, a Le Mans. Con una Sport Prototipo progettata da "Furia", la 312 P poi battezzata PB, si chiuse nel 1973 un periodo d’oro per il Cavallino nelle gare a ruote coperte.

 



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Aggiornato il: 30-mar-2022