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Frank Williams



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Nel 1967 Frank Williams, allora giovane e poco promettente pilota di Formula 3 disse: "Come pilota ho visto che non valgo molto, perché mi stanno davanti in tanti. Però voglio fare ugualmente molta strada nel mondo delle corse. Voglio dirigere una mia squadra e portarla alla vittoria. Il mio sogno è diventare come Ferrari, un costruttore che vince".
Oggi indubbiamente F.W. è uno dei costruttori di "F.1" più vincenti di tutti i tempi, però non è diventato come Enzo Ferrari, e forse non lo sarà mai.
La storia di F.W. come patron di una squadra di F.1 comincia nel 1970 con una De Tomaso, progettata dall'ing. Dallara. Per due anni il "team" corre con monoposto March poco o nulla competitive.
Nel 1972 la prima svolta. Trova uno sponsor importante, la Politoys (fabbrica di giocattoli italiana). Ha così il budget necessario per la costruzione di una vettura nuova: la "Politoys-Ford FX 3". Nel 1973 si accorda con la Iso-Rivolta e la Marlboro. La Iso-Marlboro del 1974 è opera dell'ing. Dallara e il pilota è Arturo Merzario ex pilota Ferrari nella stagione '72-'73.
La prima Williams a portare questo nome è la FW04 del 1975 pilotata da Merzario e Laffite.
Le cose vanno sempre peggio. Nel 1976 a causa della cronica mancanza di risultati e di capitali decise di mettersi in società con un ricco austro-canadese impegnato nell'estrazione del petrolio, Walter Wolf. Williams, così, riesce a restare nel giro sperando nell'arrivo di tempi migliori. Ma nel 1977 anche W. Wolf lo abbandona fondando, a sua volta, una scuderia tutta sua che con Scheckter vince 3 Gran Premi, mentre F. Williams va sempre più giù.
Nel 1978 comincia la storica collaborazione tra il progettista Patrick Head e F. Williams (foto). Ma soprattutto arrivano i petrodollari di tre principi del Kuwait. Finalmente arrivano i primi risultati e nel 1979 le vittorie. La Williams nel 1979 vinse 5 Gran Premi (di cui 4 consecutivi) sui 12 disputati, tutti nella seconda metà della stagione (la Ferrari vinse 6 GP sui 13 disputati). Col senno di poi si poteva pensare ad una Williams in crescendo e ad una Ferrari in .... calando? Forse no. Però nel 1980 la squadra Williams vinse 6 gare ( 7 con il GP di Spagna, poi annullato) ed il campionato.
Head ha disegnato tutte le più belle e altrettanto forti Williams degli ultimi venti anni, diventando anche un azionista insieme, naturalmente, a patron Frank della squadra corse.
Cosa ha di particolare la monoposto del 1980 rispetto alla concorrenza ?
Esteticamente è simile alla vettura dell'anno precedente. Che a sua volta era una mezza copia della Lotus 1978. Ma grazie ad una galleria del vento costruita già nel 1979, l'effetto suolo è nettamente aumentato.
Il motore è sempre lo stesso: un Ford Cosworth DFV 8 cilindri progettato nel 1966 (!!) e con 490 CV (25 in meno del motore Ferrari).
La FW07 B è semplice, efficace, leggera ma soprattutto estremamente affidabile. Disse Franco Lini (ex DS Ferrari nel 1967): " Macchina che ha doti eccezionali proprio grazie all'assenza di cose eccezionali, una macchina dalla semplicità stupefacente, senza fronzoli e caratteristiche originali che possano passare alla storia tecnica della "Formula 1" come innovatrici " 
Aggiungo io: non si rompeva mai e faceva sempre punti.
Ma il vero asso nella manica di Frank Williams è stato l'apporto finanziario derivatogli dagli sponsor arabi (soprattutto la compagnia aerea "Saudia"). Con tutti quei capitali freschi arrivati dai petrolieri arabi ha potuto costruire una squadra straordinaria sia di uomini che di mezzi. Ha investito in sperimentazione e tecnologia come nessuna altra squadra, tranne la Ferrari, ha fatto prima. E quando alla fine del 1984 gli arabi abbandoneranno la squadra per ritornare a casa, Frank e la sua gente avranno avuto ciò che nei lunghi e duri anni delle vacche magre era soltanto un sogno: successo e ricchezza. E Frank sarà abbastanza intelligente per far fruttare quello che ha avuto in dono.
Tutti da quel momento capirono come fosse importante trovare uno sponsor munifico nel vero senso della parola.

Disse nel 1980 il giornalista Nigel Roebuck: " Frank era il personaggio ideale per approfittare della tradizionale simpatia che si prova per i poveracci. Un uomo che ha lottato contro un esercito di Golia con pochissimi sassi per la sua fionda ".

di Pietro Caporella
 


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Aggiornato il: 31-gen-2018