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  Graham Hill è un personaggio abbastanza anomalo nel mondo della Formula 1 dal momento che arriva tardi alle gare automobilistiche, inoltre la prima volta che guida una macchina è all’età di 24 anni. I suoi primi anni sono segnati da una drammatica mancanza di soldi e la prima vettura che Hill possiede è una Austin del 1929. La macchina è talmente tanto un vero rottame - quello che ci si aspetterebbe di avere per 70 dollari - che gli mancano anche i freni: per fermarla è costretto a strisciare i pneumatici contro i marciapiedi! Più tardi, con molto sarcasmo, ironizza sul fatto che ogni pilota in erba dovrebbe possedere una macchina come quella che ha avuto lui.
"Le principali qualità di un pilota sono concentrazione, determinazione ed anticipazione" dice "Un’Austin del 1929 senza freni le sviluppa tutte e tre - forse più l’anticipazione che le altre due......."
Graham Hill viene assunto nella fabbrica di strumentazione Smiths all’età di 16 anni. Dopo cinque anni di apprendistato viene arruolato nella Marina Militare all’età di 21 anni. Due anni più tardi torna a lavorare alla Smiths.
In questo periodo conosce la sua futura moglie, Bette.Un giorno vede su un giornale una pubblicità di una nuova scuola di guida sportiva con la quale, chiunque sia interessato, può guidare una vettura da gara a Brands Hatch per cinque scellini al giro. Hill va e compie quattro giri e, come dichiarerà in futuro, "da quel momento cambiò tutto."
La scuola si chiama Universal Motor Racing Club e Hill propone al proprietario di assumerlo come meccanico in cambio della possibilità di guidare una delle macchine da gara.

Il proprietario della scuola non accetta la proposta ed Hill, pur di veder coronato il suo sogno, si fa assumere in una nuova scuola di proprietà di una persona che conosceva appena. Ora può finalmente pilotare una delle vetture e presto questa nuova scuola, anche grazie al successo locale di Hill, ha il suo primo gruppo di studenti. Hill diventa così il veterano e la persona più esperta di una serie di circuiti, mentre tutti gli studenti lo considerano il migliore istruttore della scuola.
E’ ora pronto per più grandi e migliori opportunità e, al termine di una gara, torna a Londra con la squadra di un altro partecipante: il suo nome è Colin Chapman.
Inizia alla Lotus lavorando per Colin Chapman come meccanico e guadagnando una sterlina al giorno.


Non essendo in grado di farsi dare da Chapman un’opportunità per gareggiare, lascia temporaneamente la Lotus prima di riuscire a convincere Chapman. Dopo molti tentennamenti viene promosso al ruolo di pilota full-time e nel 1958 fa il suo debutto in Formula 1. Dopo un successo molto limitato e troppi guasti meccanici per i suoi gusti, nel 1960 Hill lascia la Lotus per la BRM. Nel 1962 vince la sua prima gara a Zandvoort e altre tre vincendo il titolo di Campione del Mondo.
I due anni successivi lo vedono ancora in lotta per il titolo ma questi ultimi anni in BRM sono segnati da una grande quantità di problemi meccanici. Nel 1967 torna alla Lotus e si forma un super team con lui ed il due volte Campione del Mondo Jimmy Clark.
Il 1968 è l'anno della tragica morte di Clark ad Hockenheim, Graham Hill vince i due successivi gran premi e diventa Campione del Mondo di Formula 1. Gli anni successivi non sono felici per Hill e vengono ricordati soprattutto per la sua ultima vittoria, quella di Monaco nel 1969.

Questa è la sua quinta vittoria a Montecarlo, un record che non sarebbe stato sorpassato fino al 1993 quando Ayrton Senna conquista la sua sesta vittoria sul circuito monegasco.
A Watkins Glen rimane coinvolto in un terribile incidente che lo vede costretto su di una sedia a rotelle. Dopo essersi rimesso dalle sue ferite ricomincia a correre ma senza ulteriori successi.
Fonda una sua scuderia, la Embassy, ma non ha successo.
Nel 1975, alla bella età di 46 anni, disputa i primi due gran premi e poi annuncia il ritiro.Affiderà la  vettura al suo pupillo, Tony Brise, che però morirà con lui quando cade l’aereo che stava pilotando. Era il 29 novembre 1975 e il mondo non vedrà più il famoso casco con le strisce bianche fino a quando, nel 1992, suo figlio Damon riporta in Formula 1 questa famosa icona rendendogli onore vincendo anche lui il mondiale nell'anno 1996.

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Aggiornato il: 31-gen-2018